ACCERTATI I BENEFICI DELLA MEDITAZIONE SULLA SALUTE
di Francesco Bottaccioli
(La Repubblica del 12 marzo 1998)
Si è sempre saputo che le emozioni, la gioia, i dispiaceri, in una parola il nostro stato psicologico è capace di influire anche pesantemente sul nostro benessere fisico.
Fino a ora, però, solo la cosiddetta medicina alternativa metteva l'accento sul rapporto mente-corpo senza tuttavia riuscire a darne una dimostrazione scientifica.
Negli ultimi venti anni il panorama è radicalmente cambiato. La scienza è andata via via identificando le vie di comunicazione tra il cervello e le nostre difese immunitarie, quelle che ci proteggono dalle malattie. E anche se papa Wojtyla si accinge a preparare un'enciclica per mettere in guardia l'uomo dal sopravvalutare le sue capacità di dominare la natura attraverso la mente, nei laboratori di ricerca e nelle Università più avanzate del mondo si sono identificate anche le "parole", le molecole chimiche, che compongono il fitto dialogo interno al nostro corpo, tra cervello, ghiandole endocrine (che producono ormoni) e difese immunitarie.
Psiconeuroimmunologia si chiama questa nuova scienza che studia le reazioni tra mente, cervello e sistema immunitario e che ha ormai dimostrato in modo incontrovertibile che il cervello è in grado di influenzare il sistema immunitario e che, fatto ancor più sorprendente, quest'ultimo fa sentire i suoi effetti sul cervello. L'organismo umano è visto dalla più avanzata ricerca scientifica come "rete di comunicazione". In questa rete, la mente e l'organo da cui sorge, il cervello, svolgono il ruolo di grandi comunicatori, di "modulatori" dei grandi sistemi che regolano la vita dell'organismo umano.
Si apre quindi una stagione eccitante, per medici e ricercatori, ma anche per ogni persona interessata a capire se stessa e a utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone per vivere al meglio la propria vita. E la mente è il principale di questi strumenti.
Disfunzioni cardiache. Ridotte dell'80 per cento
Sono diverse centinaia gli studi scientifici realizzati sugli effetti della meditazione trascendentale sullo stato di salute. Alcuni recenti, realizzati negli Usa dalle compagnie assicurative, dimostrano che chi medita regolarmente riduce i ricoveri ospedalieri per malattie cardiache di oltre l'80 per cento rispetto agli altri. In generale un "meditatore" costa 416 dollari l'anno contro i 1107 dollari di chi non medita.
La spiegazione scientifica è che chi medita, essendo più capace di gestire lo stress, attiva di meno il suo sistema nervoso simpatico che è causa di ipertensione, aritmie, vasocostrizione delle coronarie ed altri eventi che possono produrre guai seri al cuore. Inoltre chi gestisce bene lo stress ha anche livelli più bassi di colesterolo perché la reazione di stress si sa da tempo che induce una "mobilizzazione" dei grassi aumentandone così la presenza nel sangue circolante.
Infine, recentemente, uno studio realizzato con metodi nuovi, ha addirittura valutato il diverso impatto delle emozioni sul cuore. E' stato documentato che le emozioni negative ( senso di frustrazione, tensione, rabbia repressa ) aumentano di due volte il rischio di una ischemia cardiaca e cioè una pericolosa riduzione dell'afflusso di sangue al cuore.
Le emozioni positive ( senso di felicità e di autocontrollo ) invece abbasserebbero il rischio.
Tumori. Diminuisce la mortalità
Risale a metà degli anni '70 il lavoro pionieristico dei coniugi Simonton sui metodi di rilassamento e di controllo della mente per potenziare il sistema immunitario e aiutare i malati di cancro.
In uno studio pubblicato nel 1980 documentarono un aumento della sopravvivenza nei loro pazienti.
Più di recente un gruppo di scienziati dell'Università di Los Angeles ha studiato gli effetti di una psicoterapia breve, di sei settimane, su pazienti operati per melanoma, paragonandolo ad un gruppo analogo senza trattamento psichiatrico.
A distanza di cinque anni il gruppo che aveva ricevuto un sostegno psichiatrico ha avuto quasi la metà delle ricadute e oltre il 70 per cento in meno di mortalità.
Studi ancora isolati, purtroppo, che fanno intravedere tuttavia il grande cambiamento possibile anche nell'oncologia, come lo studio realizzato all'Ospedale romano Forlanini sull'uso di una tecnica di controllo mentale chiamata biofeedback, per diminuire l'incidenza della nausea e del vomito collegati alla chemioterapia: nausea e vomito si sono ridotti del 50 per cento.
Infine anche qui non va dimenticata la forte azione preventiva realizzata dalla meditazione: la riduzione dei ricoveri per cancro ottenuta dai "meditatori", negli studi americani, è stata del 50 per cento l'anno.
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