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MEDITATE E LE DIFESE AUMENTANO
di Marco Moretti
(La Stampa del 6 settembre 1989)
La meditazione può rafforzare il sistema immunitario dei sieropositivi e permettere loro di non sviluppare l'AIDS.
Ne sono convinti due ricercatori del "Flinders Medical Centre" di Adelaide, nell'Australia del sud. Jill Need, ginecologo e John Condon, psichiatra, hanno ricevuto un sostanzioso finanziamento dal Governo Federale per sperimentare le loro teorie.
Dimostrato, attraverso ricerche ed esperimenti su animali e uomini, che lo stress deprime il naturale sistema immunitario, i due medici sono giunti alla conclusione che il virus dell'Aids colpisce le stesse cellule (quelle che regolano la produzione degli anticorpi nel sangue, indispensabili a combattere le malattie provocate da germi e virus) minacciate dalla tensione nervosa. La diagnosi di sieropositività inoltre comporta spesso per il paziente un aumento di ansia e stress.
"Crediamo - affermano i due medici - che, trovando il mezzo per alleviare la tensione nervosa dei pazienti sieropositivi vi siano buone speranze di ridurre il processo di distruzione delle cellule del sistema immunitario, diminuendo o comunque rinviando l'evolversi della vera e propria malattia".
La pratica della meditazione associata ad uno stile di vita sano sotto l'aspetto dell'alimentazione e della attività fisica avrebbe dunque la possibilità di ostacolare il processo degenerativo.
A sostegno delle loro teorie, i due ricercatori portano l'esempio di pazienti Hiv positivi sopravvissuti dieci anni senza sviluppare l'Aids, mentre altri soccombono al virus in pochi mesi. "E' un po' come per il cancro - aggiungono -.Pochi anni fa era una condanna a morte: oggi, attraverso diverse terapie, molti convivono con la malattia. Fortunatamente sta succedendo lo stesso per l'Aids".
I due medici hanno iniziato l'uso terapeutico della meditazione con sessanta pazienti sieropositivi, ancora senza sintomi della malattia. Le loro reazioni saranno controllate ogni tre mesi attraverso test psicologici e medici sull'ansia, la depressione, il comportamento, le funzioni immunitarie e l'eventuale grado di sviluppo della malattia, e confrontate con quelle di altri sieropositivi non sottoposti alla terapia.
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