C'e già un ok di massima dell'ufficio di presidenza.
Uno spazio interconfessionale, come al Bundestag

Alla Camera la Stanza per meditare
via al progetto Bertinotti-Portoghesi

di Alessandra Longo

(La Repubblica del 3 marzo 2007)


E' solo questione di tempo, di ragionare sul come e sul dove. L'architetto Paolo Portoghesi, già autore della moschea di Roma, si dice disponibile a studiare una soluzione, "perché è una sfida che mi affascina". Spazio da inventare, forse senza simboli religiosi che lo vincolino, dotato anche di una piccola biblioteca, illuminazione schermata, a fessura, pensata per stimolare la dimensione mistica, atemporale.
Una sala interconfessionale, ma non proprio e non solo. Bertinotti ai suoi l’ha detto più volte: "Penso ad un luogo di ispirazione ecumenica in cui tutti possano interrogarsi sul senso dell'esistenza tanto più di fronte al precipitare della barbarie, ai segni delle guerre e dei terrorismi che lacerano la comunità umana". Tutti, anche gli atei che si affacciano ai grandi temi della vita. Culture, religioni, approdi personali, che si incrociano in una stanza alla Camera, nel segno del dialogo della tolleranza, della convivenza. E' la magnifica ossessione del presidente, che la scorsa settimana ha dovuto declinare l'invito dei monaci del Monte Athos, solo perché la crisi di governo l'ha ributtato brutalmente nel profano caos della politica.
Bertinotti ha scelto, per confrontarsi, interlocutori titolati. Della sua idea ha parlato, ormai mesi fa, con monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università lateranense e rettore della Cappellanìa della Camera. Sua Eccellenza ha dimostrato interesse, così come il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, il segretario generale del Centro islamico culturale italiano, Redouan Abdellah, il presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche, Gianni Long. Dopo il primo sì dell'ufficio di presidenza, siamo nella fase della cosiddetta "verifica del progetto".
L'architetto Paolo Portoghesi conosce il Parlamento tedesco trasformato dal genio di Norman Foster. Ed è li, nella stanza delle preghiere, che c'è il modello a cui far riferimento: "Al centro hanno messo un cubo di granito che può richiamare un altare ma non lo è. I tedeschi hanno voluto appoggiarci piccoli simboli religiosi di legno, delle tre grandi religioni monoteiste. Io credo che il presidente Bertinotti abbia in mente un'idea più larga, uno spazio in cui anche gli atei, che si interrogano sulla vita attraverso la visione della scienza, possano ritrovarsi>>. Ci sono dipinti costruiti con la tecnica dell'assemblaggio, materici ma non astratti, c'è una piccola biblioteca. Una traccia, un percorso. La stanza della meditazione di Montecitorio è ancora un foglio bianco. Ci saranno simboli religiosi alle pareti? Bisogna ancora discuterne. E i libri? Portoghesi, anche qui interpretando Bertinotti, pensa che la biblioteca "dovrebbe essere allargata ad almeno una trentina di titoli". Non solo la Bibbia, il Corano, la Torah, ma anche "saggi sull'idea della trascendenza, sul senso delle religioni nella storia". Poca luce, dosata, schermata, come a Berlino. Resta il dove. L'idea di massima è di collocare il pensatoio nel perimetro dell'aula di Montecitorio, sul corridoio laterale, detto "Corea". Non è una scelta secondaria. Se il legislatore, il deputato, si raccoglie e si interroga sull'esistenza - così ragiona il presidente della Camera – è giusto che ciò avvenga a ridosso dell’aula. "Penso di utilizzare io stesso questo spazio", ha detto Bertinotti a Pierluigi Castagnetti, cattolico e vicepresidente.
Non ci sono contrari a un'idea così, ancora nella fase dell'elaborazione. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera per An, dice che "non è sbagliato intrecciare la politica con una dimensione spirituale". Al deputato Emanuele Fiano, segretario di Sinistra per Israele, piace il segnale in quanto tale: "Per la prima volta il Parlamento italiano non si divide tra credenti e non credenti ma tiene conto delle diverse fedi. Io sono Ebreo, il mio collega Khaled Fouad Allam è musulmano, il ministro Ferrero è valdese… In un mondo attraversato dalle guerre di religione, è molto positivo che l'istituzione più alta della politica lanci un messaggio di incontro". "E' un modo di rompere il ghiaccio – dice Fouad Allam. Di una stanza così cen'è bisogno perché risponde al bisogno di andare all'essenzialità delle cose". C'è anche chi pensa che l'assenza di segni religiosi, il minimalismo, potrebbe far rimpiangere ad ognuno la chiesa, la moschea, il tempio. Fouad Allam non è d'accordo e cita "Viaggio in Oriente" di Gerard de Nerval. Dei musulmani escono da una chiesa di Beirut. "Che cosa ci facevate voi là dentro?" E loro: "La lingua di Dio è buona in tutte le lingue".





DESTINATO ALLA MEDITAZIONE E ALLA CONTEMPLAZIONE RELIGIOSA

"Un luogo per tutti i culti"

Bertinotti lo vuole alla Camera il centrodestra protesta

di Marco Castelnuovo

(La Stampa del 24 novembre 2006)


Nascerà presto in un locale della Camera dei Deputati un luogo destinato alla contemplazione e alla meditazione religiosa, a prescindere dalla confessione: lo ha annunciato il presidente Fausto Bertinotti nel corso di un incontro interreligioso organizzato da Monsignor Fisichella.
Davanti al rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, al segretario generale del centro culturale islamico in Italia, Abdellah Redwane, e al rappresentante della Riforma Gaetano Sottile, Bertinotti ha annunciato che "nell'Ufficio di presidenza lavoriamo per immettere un luogo di meditazione e contemplazione" perché il Parlamento "cioè nel luogo dove si organizza la democrazia, è importante poter disporre di uno spazio dove sia possibile dialogare sui destini dell'uomo e concentrarsi nella ricerca che riguarda ciascuno di noi. Un luogo di meditazione tra uomini e donne diversi, che cercano se stessi".
Il Presidente della Camera, inoltre, ha auspicato che l'Italia si doti "rapidamente" di una legge sulla libertà religiosa. Un testo in Parlamento c'è già; la commissione Affari costituzionali della Camera ne ha iniziato l'esame agli inizi di novembre, e il presidente di Montecitorio spera che sul tema della libertà di culto il Parlamento possa esprimersi al più presto.
Ma il centrodestra frena: quel testo, è l'obiezione, non è adeguato, serve solo ad accelerare il via alle unioni di fatto ed è troppo "debole" rispetto all'Islam. Per Forza Italia il testo è "pericoloso" perché lascia troppi spazi indefiniti e la Lega dice no alle accelerazioni. Carlo Giovanardi dell'Udc, invita alla "cautela" e Ignazio La Russa di Alleanza Nazionale, legge nella proposta di legge "la volontà della sinistra di consentire, per esempio ai musulmani, di continuare a non accettare pubblicamente la parità tra uomo e donna".