SOS GAIA RACCONTA.....

di Rosalba Nattero


Vi voglio raccontare tre storie che sembrano tratte da un film di Walt Disney. La prima comincia con la segnalazione, da parte di un nostro collaboratore esterno, di 4 gattini appena nati, gettati in un bidone della spazzatura. Recuperati i gattini, e ancora indecisi sul da farsi vista la difficoltà di sostituirsi ad una mamma-gatta, riceviamo "casualmente" un'altra segnalazione da parte di una veterinaria che collabora con S.O.S. Gaia: una gatta selvatica stava male perché aveva appena partorito, ma i "soliti ignoti" le avevano ucciso i piccoli.
Ci siamo immediatamente mobilitati e, tramite Nadia Pisci, abbiamo fatto incontrare i gattini abbandonati con la mamma orfana: immaginate la scena! La gatta, ospitata dalla provvidenziale veterinaria, ha accolto con grande gioia i nuovi piccoli e ora li sta allevando senza lasciarli un istante.
Un fatto pressoché analogo è capitato a Giusi Porcu: un cane sfuggito al controllo ha ucciso i gattini neonati di una gatta che Giusi ospita in cortile; mentre la gatta si aggirava nel cortile con miagolii strazianti, Giusi, per un'altra di quelle combinazioni che capitano spesso a noi di S.O.S Gaia, recandosi a far compere veniva a conoscenza di quattro gattini neonati abbandonati dalla madre, una gatta randagia che, evidentemente in difficoltà nel provvedere a loro, ha pensato di affidarli in custodia a una famiglia. Anche in questo caso, l'incontro tra i gattini e la madre adottiva è stato commovente.
L'altra storia ha come protagonisti Laura Giudici e Massimiliano Mari. I due, assistendo alcuni gatti randagi, si sono trovati davanti ad un parto difficile: la partoriente, una gattina selvatica, probabilmente per suoi problemi psicologici (capita anche a loro!), non riusciva ad espletare quelle operazioni che di solito le gatte fanno istintivamente in questi casi. Era come bloccata, paralizzata e visibilmente in crisi. I rappresentanti del mondo dell'ovvio, sotto forma di inquilini della casa, subito hanno decretato che bisognava liberarsi dello scomodo fardello e stavano per buttare via quel miscuglio di placenta e di vita.
Ma S.O.S.Gaia è ancora una volta prontamente intervenuta e Laura, aiutata da un tremante Max, in diretto contatto telefonico con la solita veterinaria, ha attuato tutte le operazioni del caso. Quando la gattina si è vista aiutata, ha ripreso il controllo della situazione ed ha collaborato con Laura per aiutare i piccoli a sopravvivere. Un'altra storia per fortuna a lieto fine.
Sono moltissimi i casi affrontati da SOS Gaia in questi suoi pochi mesi di vita; come se il nostro impegno avesse creato un effetto ad onde concentriche, mentre aumentano i casi da affrontare, aumentano anche gli aiuti che riceviamo, e succede che troviamo collaborazione a molti livelli, anche su un piano sottile che fa parte di una dimensione irrazionale e inquantificabile.
Tra i casi che ci troviamo ad affrontare quotidianamente c'è un'alta percentuale di problemi di tipo animalista, e forse anche questo non è solo un caso. Il Paese in cui viviamo è ancora molto lontano dall'essere un paese civilizzato: lo dimostra il fatto che non esiste tutela per i nostri amici alieni. Gli animali possono essere vivisezionati, torturati, maltrattati con il consenso della legge. Se è vero il detto secondo cui il grado di civiltà di una nazione si può valutare da come sono trattati gli animali, l'Italia ha ancora molta strada da fare per essere considerata un Paese civile.
Una certa morale di stampo manierista inoltre, che tanto ha inciso nella mentalità degli italiani delle generazioni post-sessantottine, ha determinato una cultura secondo cui gli animali sono esseri senz' anima e sentimento, da usarsi secondo capriccio e necessità. Questa stessa mentalità crea sensi di colpa e imbarazzi in chi sente istintivamente la voglia e il piacere di dare un'attenzione al suo amico non umano, che vada un po' al di là del consentito, tenuto conto della condizione di inferiorità in cui quest'ultimo "deve" essere relegato. E così si arriva a situazioni assurde come quelle che vediamo ogni giorno: anziane signore e pensionati volenterosi che, di nascosto, spesso di notte, come ladri sfamano cani e gatti randagi; oppure persone straziate dalla morte del loro compagno cane o gatto, che si vivono in segreto, sentendosi profondamente stupide, il loro grande dolore.
Altre ancora che vivono in solitudine senza poter godere dell'amicizia di un compagno a quattro zampe perché e stato insegnato loro a disprezzare e a maltrattare gli animali. Il concetto di solidarietà, opportunamente strumentalizzato per colpire l'immaginario collettivo, esclude categoricamente qualsiasi essere che non appartenga al genere umano.
Essendo gli animali, tra le categorie degli esseri più a rischio e meno tutelati, i primi in classifica, è naturale che S.O.S Gaia dedichi una grossa parte della sua attività a questo tipo di bisogni.
Ma non ci sono preferenze nel nostro lavoro: siamo altrettanto sensibili alla sofferenza degli anziani abbandonati, agli emarginati, ai portatori di handicap. Solo che ci rendiamo conto della enorme difficoltà di raggiungere queste persone: le strutture sociali in molti casi ci impediscono di donare un aiuto disinteressato.
Nel contesto degli organismi di potere dello stato italiano, la sofferenza è un patrimonio da amministrare con oculatezza e soprattutto da non lasciarsi scappare. I vecchi, i bambini abbandonati, gli handicappati...un "bendidio" che rappresenta una fonte di ricchezza per molti enti della vecchia nomenklatura.
Questo, almeno, succedeva nella Prima Repubblica. Ora staremo a vedere. Ma abbiamo divagato. Volevamo mettervi, in parte, al corrente dei nostri problemi.
A parte queste amare considerazioni, noi di S.O.S Gaia siamo soddisfatti: non ci sentiamo più impotenti di fronte alla sofferenza altrui perché abbiamo visto che qualcosa si può fare. Il nostro lavoro costituisce un esempio che sta coinvolgendo inaspettatamente molte persone anche sconosciute; c'è chi, grazie al nostro intervento, non si vergogna più del suo stato di emarginato, o chi esce finalmente allo scoperto nell'aiutare gli altri; e c'è anche chi ha cambiato radicalmente il suo atteggiamento verso gli animali.
Vorrei concludere ringraziando di cuore, a nome di tutti i membri di S.O.S Gaia e dei loro assistiti, tutti coloro che ci hanno aiutato (e sono davvero tanti!), sia con offerte in denaro che con collaborazione operativa. Sono certa che il vostro atto d'amore vi tornerà indietro con gli interessi!

NEC news giugno 94