ESOTERISMO
L'INCONTRO DI SCIENZA E SPIRITO

di Rosalba Nattero


L'esoterismo è un argomento che viene spesso equivocato: nell'immaginario collettivo evoca immediatamente immagini torbide di sette occulte e riti inquietanti, così come ci vengono spesso proposte dai servizi che i media sviluppano sul tema. Oppure l'argomento viene ridicolizzato legandolo alla moltitudine di magonzoli che sono nati dal nulla negli ultimi anni, da quando cioè l'occulto è diventato business.
In realtà l'esoterismo è una questione molto più seria.
Le sette moderne, molto spesso improvvisate da pseudo-santoni che hanno fiutato l'affare, nella loro ignoranza iniziatica hanno creato l'equivoco che ha permesso di identificare l'esoterismo con occultismo e magia nera.
Ma l'esoterismo è ben altra cosa. E' una vera e propria scienza che niente ha a che vedere con la volgarizzazione che ne viene fatta oggigiorno.
Le antiche società iniziatiche hanno sempre usato l'esoterismo come la scienza fondamentale che consente una conoscenza reale e non filtrata da dogmi o ideologie. Infatti l'esoterismo è una ricerca tra scienza e spirito, tra l'universo conosciuto e quello insondabile dalla mente umana.
Grandi scienziati come Einstein, Pitagora, Galileo non sarebbero mai approdati alle loro scoperte se non si fossero dedicati all'esoterismo. Einstein, nella sua famosa frase "Il sentimento più bello che possiamo provare è il senso del mistero. E' la fonte di ogni arte autentica, di ogni vera scienza.
Colui che non abbia mai conosciuto un tale sentimento, che non possieda il dono di meravigliarsi, tanto varrebbe che fosse morto, giacchè i suoi occhi sono chiusi" rivela piuttosto chiaramente la sua identità esoterica che lo ha aiutato nella sua ricerca tra scienza e ignoto. Lo stesso vale per Pitagora che nella sua scuola iniziatica usava come metodo di ricerca e insegnamento di vita la matematica, la musicoterapia e la meditazione, tre argomenti che egli vedeva complementari per una formazione conoscitiva integrale. L'esoterismo quale ricerca tra scienza e metafisica...ma non solo questo. Come dice il termine stesso, l'esoterismo è una ricerca interiore (eso=dentro). Porta "dentro", ma dentro che cosa?
Bisogna innanzi tutto distinguere tra esoterismo e cultura esoterica. Chi si diletta per tutta la vita a collezionare informazioni sulle società iniziatiche e conosce a menadito miti e leggende, con relative interpretazioni intellettuali, non può dire di conoscere l'esoterismo.
L'esoterismo è un'esperienza di crescita interiore, o meglio, è un linguaggio e un metodo di ricerca introdotto anticamente dalle prime scuole di meditazione per poter consentire agli allievi di sviluppare una loro personale ricerca conoscitiva. Un'esperienza che si è arricchita nel tempo con la partecipazione dei successivi meditanti.
Chi pratica la meditazione ha la necessità di capire. L'esperienza con cui viene a contatto gli solleva una serie di interrogativi: si interroga sul mondo in cui vive, sulla vera storia dell'umanità, sulle reali potenzialità e prospettive dell'individuo, sul rapporto dell'uomo con le altre specie che popolano l'universo; e non solo: si interroga sul mistero della sua nascita, sul problema del dopo-morte, e così via all'infinito. Ma non trova una risposta né un metodo di ricerca che gli consenta di procedere da solo. Anzi, se si rivolge agli istituti preposti si troverà ingabbiato in verità assolute e contrastanti, in dogmi inconciliabili tra di loro, in visioni parziali e non confrontabili né tantomeno sperimentabili.
I sacerdoti della scienza lo scherniranno se egli cercherà di andare oltre i limiti conoscitivi consentiti; i sacerdoti dello spirito lo ripudieranno se egli cercherà di discutere i loro dogmi.
Ecco quindi la necessità per il meditante di rivolgersi ad un metodo che gli consenta di procedere da solo, senza intermediari né steccati ideologici.
Il linguaggio dell'esoterismo può sembrare sulle prime complesso: infatti si avvale di simboli, miti, leggende e allegorie che richiedono un'applicazione non superficiale per comprenderne il messaggio.
L'uomo di oggi, nella sua corsa caotica e inconcludente, non trova facilmente il tempo per la contemplazione e l'interiorizzazione, eppure per comprendere il segreto celato in un simbolo occorre fare piazza pulita di tutte le ovvietà quotidiane. Occorre creare le condizioni favorevoli affinché il simbolo possa esprimersi e comunicare con noi. Inoltre i simboli hanno più interpretazioni, o meglio, più segreti da svelare a seconda della preparazione di chi li interpreta.
Vedasi ad esempio il simbolismo dei Tarocchi, per citare un elemento esoterico tra i più noti. I Tarocchi sono conosciuti principalmente come carte da gioco, e come tali si sono divulgati nella storia, arrivando così in mano ad un numero considerevole di persone; gli stessi Tarocchi però sono anche uno strumento per entrare in contatto con la dimensione dell'ignoto, attraverso la scienza della divinazione. Si rivela così un altro aspetto dello stesso simbolo, meno noto e inaccessibile ai più (l'uso che ne fa chi si improvvisa mago e grande conoscitore di Tarocchi dalla sera alla mattina non fa testo).
Ma il vero segreto celato nei Tarocchi è ben altro: nei 22 Arcani Maggiori è contenuto un preciso percorso iniziatico che per il meditante rappresenta l'insieme delle indicazioni per proseguire nello sviluppo della meditazione fino al raggiungimento della sua piena realizzazione; in termini esoterici, fino al raggiungimento del Man, ovvero l'Uomo Cosmico in equilibrio tra Terra e Cielo, che è in ognuno di noi. Un segreto che si rivela solo a chi possiede la giusta chiave di lettura.
L'esoterismo è in definitiva la chiave per comprendere la meditazione. Una cultura di riferimento e un metodo di ricerca per il meditante.
Una prima inevitabile tappa esperienziale per chi intraprende la ricerca esoterica è la scelta esistenziale che l'esoterismo ci pone di fronte: via secca o via umida? Politico o trascendente? (intendendo per politico il mondo e le scelte degli altri).
L'esoterismo ci presenta il superamento di questo bivio quale condizione essenziale per poter procedere nella ricerca.
In sostanza: preferiamo scegliere la comoda via già scelta dagli altri per noi (con tutto ciò che essa implica), o preferiamo la scelta più scomoda di cercare da soli le proprie riposte, il proprio ruolo, la propria identità reale?
Sono molti quelli che dichiarano di scegliere la seconda soluzione, ma è poi proprio vero che la applicano?
Rispondere con coraggio e onestà a questa domanda porta già di per sè ad una consapevolezza che può essere le base per esperienze conoscitive successive.
La ricerca esoterica porta ad interrogarsi, a dubitare delle proprie certezze, a mettere in discussione i dati acquisiti e mai sperimentati. A coltivare il proprio spirito anziché nutrire il proprio ego.
Ciò che emerge da questa ricerca non è una verità intellettuale, ma un'esperienza. Del resto, tutto ciò che cerchiamo già è in nostro possesso, da qualche parte dentro di noi. Occorre la chiave per scoprire da soli le risposte.

Nec news ottobre 93