LA MIA LOTTA PER MOUNT GRAHAM
di Ola Cassadore

Ola Cassadore Davis era membro della Tribù degli Apache San Carlos, Arizona. Suo padre era Capo Clan dei Deschin e sua madre apparteneva al Clan Istaneyei.
Ola è cresciuta in una famiglia apache fortemente tradizionale, sua nonna era medicine-woman e praticava la terapeutica tradizionale per le persone della Comunità. Suo fratello, seguendo le orme del padre e dello zio, è diventato anch’egli medicine-man, ricevendo la sua nomina su Mount Graham nel modo tradizionale apache.
Ola con le sue parole descrive la sua gioventù che ha vissuto, in qualità di primogenita, secondo i costumi tipici degli Apache. Per la prerogativa che le derivava dalla sua posizione nella famiglia è stata istruita secondo la guida degli Antenati e nei costumi e le pratiche cerimoniali tradizionali degli Apache.


Ricordo che ero seduta su una coperta per terra, nel wieki up (capanna apache) di mia nonna, che mi dava lezioni. Mi insegnava molte cose a proposito delle donne apache. Mi trasmise molte cose delle credenze spirituali del mio popolo. Mi ha insegnato a ricordare la via degli Apache e ha voluto che io imparassi i doveri della donna apache.
Nel solstizio d'estate preparava i cavalli, uno serviva per cavalcare e un altro per il bagaglio: le coperte e il cibo. Viaggiavamo tutto il giorno fino alla cima della nostra montagna sacra e lì stavamo per parecchi giorni, a raccogliere ghiande e bacche e altro cibo selvatico. Vi erano tanti animali selvatici, sulla montagna, ma non si avvicinavano, e non ricordo una sola volta che ci abbiano importunato durante il nostro campeggio.
Mia nonna era spiritualmente molto forte, secondo la via apache, e usava darmi i suoi insegnamenti nel buio della notte, sulla montagna. Mi diceva che non dovevo avere paura perché questa era la nostra terra, il nostro posto, perché noi siamo parte di questa terra e di tutte le cose che stanno su questa montagna, e così siamo protetti.
Molti anni dopo ho risentito gli insegnamenti di mio padre e di mia nonna nelle parole degli Anziani apache, quando mi parlarono per la prima volta del progetto della costruzione dell'osservatorio astronomico su Mount Graham. È stato molto doloroso per gli Anziani, e le lacrime hanno cominciato a scorrere dai loro occhi mentre mi raccontavano del fatto che Mount Graham è una montagna sacra e che loro non volevano che la montagna fosse distrutta.
È stato in quel momento che ho deciso di oppormi al progetto.
Mount Graham è una montagna sacra, nel suo cuore sono custoditi molti oggetti cerimoniali, ed è il luogo dove sono seppelliti gli Antenati. Ci sono tante piante medicinali, c'è l'acqua della sorgente per la benedizione cerimoniale apache e per la terapeutica tradizionale.
Mount Graham è la casa del messaggero spirituale del passato, Ga'an. Ga'an è lo spirito che dimora nel monte Graham, conosciuto oggi come il danzatore spirituale della montagna apache, da cui il Popolo apache, sin dai tempi dei nostri Antenati e fino alla generazione moderna, dipende per le cerimonie e per la sopravvivenza della nostra cultura.
Per noi Apache, Mount Grahm si chiama con il nome di "Dzil Nchaa Si An", un antico nome, così come si usa fare con molte montagne sacre. Dzil Nchaa Si An è la nostra montagna più sacra, e oggi viene dissacrata dalla costruzione di un osservatorio astronomico che viene collocato proprio sulla sua cima.
Il progetto della costruzione di un osservatorio astronomico è sotto la gestione dell'Università dell'Arizona, Tucson, e di altri tre partners internazionali quali il Max Planck Institute, Germania, l'Osservatorio di Arcetri (FI), Italia, e lo Stato Vaticano.
La costruzione di questo osservatorio su Mount Graham sta dissacrando il nostro luogo sacro dove sono seppelliti i nostri Antenati, il posto dove troviamo le nostre piante terapeutiche, dove troviamo la nostra acqua di sorgente usata per le cerimonie sacre e i nostri riti cerimoniali. I lavori disturbano gli spiriti dei nostri Antenati seppelliti lì.
Attualmente Mount Graham è terreno pubblico, ma in passato faceva parte della nostra riserva originale. Due telescopi sono già stati completati. Già dai primi scavi, sia l'Università dell'Arizona che il Servizio Forestale sapevano che era un luogo sacro, tuttavia la nostra Tribù non è mai stata debitamente interpellata. Le leggi federali che vigevano all'epoca dei primi scavi richiedevano la consultazione delle Tribù indiane, invece l'unica notificazione ricevuta fu una lettera scritta da uno studente che chiedeva in particolare informazioni su certi manufatti ritrovati su Mount Graham.
Il nostro Governo tribale ha approvato quattro risoluzioni contro la costruzione dell'osservatorio, appoggiato da nove Tribù apache, dal National Congress of American Indians, dal Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane e da molte altre organizzazioni religiose e laiche, sia in America che in Europa. Però i partners del progetto hanno ignorato qualsiasi documento contro l'osservatorio.
Noi viviamo in un Paese che dovrebbe garantire la libertà di religione, come cita un articolo della Costituzione americana, ma la religione dei popoli indiani non ha mai goduto della protezione di cui godono le grandi religioni degli Stati Uniti. I Nativi americani oggi stanno subendo gravissime violazioni dei loro diritti umani. Manca la protezione legale della loro libertà di culto e della libera professione della loro religione tradizionale.
Come sappiamo, la libertà religiosa è una cosa che la maggior parte degli americani prendono come scontata. Ma non è questo il caso di noi Nativi americani.
La lotta per Mount Graham evidenzia una lunga catena di ingiustizie contro i Nativi americani, e l'espropriazione dei nostri siti sacri continua, insieme con la distruzione delle nostre religioni tradizionali.
Noi chiediamo la protezione dei pochi luoghi sacri rimasti. Noi popoli indiani abbiamo già fatto tanti sacrifici e abbiamo già perso molti dei nostri luoghi sacri. Non vogliamo che questo si ripeta anche con la nostra montagna più sacra, Mount Graham.

Ola Cassadore

Presidente della Apache Survival Coalition
Portavoce Ufficiale del Consiglio Tribale degli
Apache San Carlos, Arizona