La Nasa ha deciso di avviare una nuova campagna di esplorazioni su Marte, riprendendo la ricerca scientifica iniziata con la discesa sul pianeta della sonda Viking. Lo scopo principale è di ricominciare ad analizzare campioni della superficie del pianeta alla ricerca di forme di vita eventualmente fossilizzate nelle rocce, nonché di individuare risorse che potrebbero esserci utili.
Anche se si scoprisse che la vita su Marte non si è mai pienamente sviluppata, quelle rocce costituiranno il miglior esempio disponibile di costituenti chimici primordiali che potrebbero aver dato luogo alla vita sulla Terra.
I costituenti chimici primordiali, fondamentali per gli studi sulle origini della vita, sono andati perduti sul nostro pianeta a causa delle grandi deformazioni - conosciute come tettonica a placche - che ne hanno lentamente sconvolto gli strati più superficiali. Su Marte invece, questi grandi movimenti deformativi non si sono mai verificati permettendo quindi la conservazione della registrazione geologica di una successione di eventi più ampia.
Di tutti i pianeti, Marte è quello che presenta le maggiori possibilità di aver ospitato forme di vita. La sonda Viking, lanciata dagli americani nel 1976, ha permesso di campionare le rocce e di riprendere in dettaglio la superficie marziana. Se da una parte i campioni di suolo raccolti non hanno permesso di individuare forme di vita attuali, dall'altra le fotografie di dettaglio scattate dall'alto hanno confermato che la superficie del pianeta presenta delle forme molto simili a quelle terrestri, forme indicanti che nel passato Marte avrebbe potuto essere caratterizzato da una biosfera.
La scoperta della missione Viking di assenza di materia organica nei suoli marziani è effettivamente congrua con la mancanza di acqua allo stato liquido, una sostanza fondamentale per la vita. L'atmosfera di Marte ha una densità molto ridotta rispetto alla nostra, e inoltre la temperatura è molto fredda: compresa tra novanta gradi sotto zero e tredici gradi sopra zero. Questi fattori fanno sì che l'acqua sulla superficie di Marte si trovi sotto forma di vapore o ghiaccio. Inoltre, l'atmosfera sottile ricca di anidride carbonica non dà protezione alle radiazioni cosmiche, e così la superficie è bombardata da un flusso di raggi ultravioletti che sarebbe fatale agli organismi terrestri.
In forte contrasto con queste caratteristiche attuali di Marte, le foto hanno presentato le testimonianze di una situazione che doveva essere sensibilmente diversa nelle ere passate. Le foto hanno infatti mostrato antichi letti di fiumi, bacini sedimentari, laghi e forme di erosione torrentizia. Tutte queste testimonianze indicano che una volta Marte doveva presentare molta acqua allo stato liquido. Le età desunte da crateri di impatto di asteroidi indicano che l'acqua liquida aveva raggiunto il massimo della distribuzione fra tre e quattro miliardi di anni fa, esattamente nel periodo durante il quale la vita terrestre nacque.
Questi fatti ci pongono di fronte a una serie di affascinanti possibilità. E' possibile che la vita si sia sviluppata su Marte durante questo antico periodo della sua storia e si sia poi ridotta nella parte sotterranea del pianeta in seguito alle mutate condizioni atmosferiche? Se è esistita una biosfera, i sedimenti fluviali o lacustri di Marte potrebbero aver intrappolato della materia organica preservandola fino ai nostri giorni sotto forma di fossili? A queste domande si sta rivolgendo un vasto settore della comunità scientifica per indirizzare le metodologie di ricerca e la scelta dei siti più adatti per cercare le eventuali forme fossili di vita marziana. Bisogna inoltre rimarcare che la sonda Viking ha campionato una serie molto limitata di suoli ed in un'area molto ristretta.
E' quindi ragionevole domandarsi se eventuali forme di vita siano invece da ricercarsi in altre zone.
Il quesito più affascinante riguarda la possibilità che microrganismi abbiano potuto sopravvivere in qualche recondito anfratto del pianeta o in zone sotterranee. Negli ambienti sotterranei infatti, le condizioni di temperatura e pressione sono tali per cui l'acqua potrebbe essere presente nella forma liquida. E' dimostrato che sul nostro pianeta i sistemi idrotermali, cioè le acque sotterranee calde, e gli acquiferi profondi ospitano diverse associazioni di microrganismi. I sistemi idrotermali inoltre sembra che abbiano giocato un ruolo fondamentale nella nascita di vita terrestre. Le fotografie di Marte hanno mostrato una serie di forme e caratteristiche interpretabili alla luce di fenomeni idrotermali avvenuti nelle ere antiche ma anche durante la storia recente del pianeta, aprendo nuovi orizzonti alla ricerca.
Alessandro Tibali
Università di Milano
TUTTOSCIENZE
"La Stampa", 7 agosto 1996