LE SCOPERTE DELL'AGENZIA ITALIANA

Marte, altre tracce di vita

Metano e vapore concentrati in alcune zone


La navicella europea "Mars Express" ha fornito un dato molto interessante: le minime tracce di vapore acqueo presenti nell'atmosfera di Marte vicino alla superficie del pianeta sono concentrate in tre regioni equatoriali, e queste regioni sono le stesse nelle quali anche le sonde americane della Nasa hanno trovato indizi di acqua ghiacciata nel sottosuolo. Lo ha annunciato ieri Vittorio Formisano alla conferenza internazionale su marte che si è aperta a Ischia, organizzata dall'Agenzia spaziale italiana.
Formisano guida il gruppo di ricercatori che utilizza uno speciale spettrometro a bordo della "Mars Express", una navicella dell'Agenzia spaziale europea attiva intorno a Marte ormai da nove mesi. Questo strumento è in grado di rilevare anche gas presenti in minime quantità come il vapore acqueo. Su Marte non può esistere - data la temperatura e la pressione alla superficie di quel pianeta - acqua liquida. Sul Monte Olimpo, un vulcano spento alto 24 mila metri, che possono essere sia di anidride carbonica sia di vapore acqueo condensato per un brusco calo di temperatura. Un po' di ghiaccio d'acqua sembra ricoprire anche le calotte polari, che sono quasi completamente di anidride carbonica.
Ora i dati ottenuti dal gruppo di Formisano precisano che la minuscola quantità di vapore acqueo nello strato di atmosfera vicino alla superficie è più concentrata sopra le regioni chiamate Arabia terra, Elysium Planum e Arcadia-Memnonia, dove le mappe disegnate dalla sonda della Nasa "Odyssey" indicano l'esistenza di permafrost, cioè ghiaccio misto a terriccio nel sottosuolo marziano. Lo stesso discorso vale per il metano, altro gas presente in piccole quantità. Questi dati rafforzano l'ipotesi che presso il suolo vapore e metano abbiano un'origine comune, e che ciò possa avere un significato nell'eventuale evoluzione, in tempi remoti, di qualche elementare forma di vita. Ma mentre questa rimane un ipotesi molto vaga, Formisano sottolinea che più certo appare il dato geologico: acqua e metano potrebbero derivare da comuni sorgenti sotterranee ed entrambi potrebbero fluire sotto la spinta di calore come accade per il magma terrestre.
Per saperne di più bisognerà attendere che entri in funzione un altro strumento di "Mars Express", il radar "Marsis", in grado di sondare il sottosuolo marziano fino alle profondità di cinque chilometri alla ricerca di acqua ghiacciata.

Piero Bianucci

La Stampa, 21 settembre 2004