In Olanda 250 ricercatori hanno discusso i dati forniti dalla sonda europea Mars Express dopo 14 mesi di orbita intorno al pianeta rosso.
Acque liquide fino a 20 milioni di anni fa

Marte, si cerca la vita vicino all'equatore

Fiduciosi gli scienziati dopo la scoperta dell'oceano di ghiaccio.
I risultati della missione.


ROMA-Un oceano di ghiaccio nei pressi dell'equatore di Marte, protetto dall'evaporazione da qualche centimetro di polveri e ceneri vulcaniche. E' solo l'ultima, straordinaria scoperta del Mars Express, la sonda europea in orbita da 14 mesi intorno al Pianeta Rosso. Ieri, nella sede ESA di Noordwijk, in Olanda, si è conclusa con un incontro con la stampa la prima conferenza scientifica sulla missione, nel corso della quale oltre 250 ricercatori hanno discusso i risultati raccolti nel primo anno di attivita da una delle imprese spaziali più affascinanti (e soddisfacenti) della storia dell'esplorazione del sistema solare.
Dal Natale 2003, quando si è inserita nell'orbita marziana, il Mars Express ha restituito una messe di dati e di immagini che ci consentono di avere un idea molto più completa e affidabile del nostro rosso vicino. Grazie ai sette strumenti della sonda, ora sappiamo (e vediamo) che l'acqua allo stato liquido su Marte c'è stata, e ha agito profondamente sulla superficie del pianeta, segnandola e modellandola. Nel corso di milioni e milioni di anni, ha scavato valli e inciso canali, è precipitata da gigantesche cascate e ha formato laghi e mari, per poi trasformarsi in neve e ghiaccio quando le temperature del pianeta si sono raffreddate.
Ma, a volte, l'attività vulcanica l'ha poi resa nuovamente liquida, come mostrano le recenti immagini del mastodontico Olympus mons, il più grande vulcano del sistema solare (è alto 22 chilometri), sul cui versante orientale, secondo i dati raccolti dal Mars Express, c'era acqua liquida "appena" 20 milioni di anni fa, mentre lungo quello occidentale i ghiacciai hanno "appena" 4 milioni di anni. Cinque milioni di anni avrebbe invece l'oceano ghiacciato che alcuni ricercatori britannici ritengono di aver identificato dalle immagini riprese dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) in un'area della Elysium Planitia che si trova a soli 5 gradi a nord dell'equatore marziano.
Ed è lì, nella fascia equatoriale, che si appuntano ora le speranze di individuare la vita, perché verso quella zona puntano anche i dati raccolti da un altro strumanto del Mars Espress, lo spettrometro PRS, "firmato" dall'Agenzia spaziale italiana e curato da Vittorio Formisano. Nei mesi scorsi PFS ha rivelato nell'atmosfera di Marte la presenza di metano e formaldeide, due gas che, assieme, sono un segnale plausibile dell'esistenza di microrganismi nel sottosuolo del pianeta. I dati di PFS indicano inoltre che le zone dove c'è più metano si sovrappongono a quelle dove c'è più concentrazione di vapore acqueo e di ghiaccio d'acqua sotterraneo: zone, che, per l'appunto, si trovano intorno all'equatore.
E'li che si nascondono i batteri marziani? Forse ce lo dirà un altro strumento italiano, il radar Marsis, che sa "vedere" fino a 5 km sotto la superficie, e verrà acceso tra poche settimane.

Claudia Di Giorgio

La Repubblica, 26 febbraio 2005



IL GRAND CANYON

Mars Express entra nell'orbita del Pianeta Rosso il 25 dicembre 2003, e già il 14 gennaio 2004 riprende questa straordinaria immagine di 1700 km del Grand Canyon della Valles Marineris


IL MARE GHIACCIATO

In febbraio, un gruppo di ricercatori inglesi identifica nei pressi dell'equatore di Marte un grande mare ghiacciato ricoperto di una sottile crosta di polveri e ceneri vulcaniche


LA CALOTTA POLARE

Viene rivelato abbondante ghiaccio d'acqua al Polo sud. Lo spettrometro scopre che sulla fascia equatoriale coesistono quantità rilevanti di vapore acqueo e metano, forse di origine biologica